Daniele Gilardoni

Daniele Gilardoni

Con i suoi 10 titoli mondiali Daniele Gilardoni è uno degli sportivi più rappresentativi della nostra provincia e, certamente, uno dei più amati da tifosi e semplici appassionati di canottaggio. Ma Daniele Gilardoni è soprattutto un esempio

per centinaia e centinaia di ragazzini che lo hanno preso a modello per la sua serietà e la sua simpatia oltre che per i suoi successi. Campione di semplicità, Daniele non si fa mai vanto delle sue imprese; alle parole preferisce i fatti concreti, ossia le tante vittorie che non sono mai frutto di casualità ma di un rigoroso allenamento quotidiano nel quale passione, classe e fatica si mescolano fino a realizzare il giusto mix vincente. Manca un sogno a Daniele, le Olimpiadi. Un sogno che gli auguriamo, col cuore, di coronare, del resto a spingerlo verso Londra 2012 c’è tutto il popolo della Provincia di Como e la sua nuova societa la Canottieri Milano.

Un numero incredibile di vittorie

Il campione di canottaggio Daniele Gilardoni vanta un palmares di vittorie che ha pochi eguali: 10 volte Campione del Mondo, una Coppa delle nazioni(mondiale under 23), nove successi in Coppa del Mondo, sette titoli di Campione d Italia, 18 ori ai Campionati Italiani universitari, medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo, due vittorie alla Golden Boat University e per finire record di medaglie d’oro al valore sportivo, ben sei.
Più altro ancora, fino a toccare quota 241 decorazioni del metallo più prezioso. Gli argenti e i bronzi sono molti meno: Daniele è abituato ad arrivare primo.

Campione non solo nello sport

Ma non è un grande campione solo nello sport. Anche nella vita, Daniele, è un ragazzo che si dà da fare. Laureato in Scienze Politiche e con un Master in Management e gestione dello Sport, Gilardoni ha continuato a studiare nonostante il gravoso impegno degli allenamenti, che per un professionista di altissimo livello sono un lavoro a tempo pieno. Non c’è esempio migliore per tutti i giovani che si avvicinano al mondo dello sport, coltivando la speranza di diventare un giorno grandi fuoriclasse come lui.

Epopea di un campione

Dieci titoli di campione del mondo, come lui nessuno mai.
Un traguardo, quello della stella, per molti irraggiungibile. Irraggiungibile in particolare in uno sport come il canottaggio: tanto duro, selettivo e senza compromessi, quanto suggestivo e affascinante.
Un campione del remo, poi, non nasce tutti i giorni. Chissà se i genitori di Daniele Gilardoni si resero conto quel 1° aprile del 1976 di avere tra le braccia un predestinato a scrivere alcune delle pagine più belle e gloriose dello sport  italiano.

Un campione del remo non nasce e non vive ovunque.

Daniele Gilardoni vive tutta la sua esistenza a Bellagio. La sua casa, nella Perla del Lario, sta sul mezzo del promontorio che scende dal Monte San Primo e che finisce col dividere in due rami il Lago di Como, lo specchio d’acqua più bello del mondo. Un altro segno del destino, dirà qualcuno, una spinta a seguire le orme di altri grandi canottieri di Bellagio, che mentre Daniele cresceva, si affermavano in campo internazionale. Dall’attuale presidente della Fic, Enrico Gandola, all’indimenticabile doppio di Alberto Belgeri e Igor Pescialli.

Eppure Daniele al mondo delle barche ci arriva un po’ per caso. Alla Canottieri Bellagina si presenta un giorno un bambino un po’ gracilino. Ama il calcio, ma si deve rinforzare un po’. A dieci anni è già in acqua e quello diventerà ben presto il suo ambiente naturale. Quel bambino che grazie agli allenamenti di canottaggio doveva solo mettere su qualche muscolo verrà nominato vent’anni più tardi, nel 2006 miglior atleta al mondo in attività, primo nella classifica internazionale stilata annualmente dalla F.I.S.A (Federcanottaggio internazionale).

Gilardoni è il “cannibale” tra i canottieri. Come lui nessuno mai. Peso leggero potente e infaticabile, che unisce alla tecnica, forza fisica e di volontà non comuni, Daniele dal 1999 al 2009 vince dieci titoli di campione del mondo, tutti sulla stessa barca, l’invincibile quattro di coppia azzurro. Nella sua carriera mondiale conosce solo una “sconfitta”, nel 2000 a Zagabria, quando la punta della sua imbarcazione giunge seconda. Poi una serie impressionanti di affermazioni in giro per il mondo: Lucerna, Siviglia, Milano, Banyoles, Gifu, Eton, Monaco, Ottensheim e Poznan. Ai successi assoluti si uniscono quelli di Coppa del Mondo, degli Europei, dei Giochi del Mediterraneo, i titoli italiani ottenuti per le sue ex società unione sportiva Bellagina e Canottieri Lario G.Sinigaglia.

Un uomo e il suo territorio

E in tutti questi anni, Daniele non ha lasciato mai il suo territorio. Seppur non sia facile per un vogatore di vertice resistere alle lusinghe dei gruppi sportivi dei corpi di polizia per assicurasi uno stipendio decoroso e un futuro in divisa.
Daniele dice “no grazie” a molte offerte e diventa così del suo Lago di Como e di tutta la Regione Lombardia, un testimonial.

Due allenamenti al giorno, trasferte ripetute all’Università di Pavia, dove Daniele Gilardoni si laurea dottore in Scienze politiche. Sessioni di barca e palestra tra Pusiano, Como, Bellagio, Pavia (dove frequenta il glorioso Cus) e il centro federale di Piediluco. Grazie al sostegno della Canottieri Lario G.Sinigaglia, la sua società dal 2001, dell’Amministrazione Provinciale di Como, della Regione Lombardia e di alcuni sponsor, il “Gila” diventa ben presto in tutto e per tutto l’erede del comasco Giuseppe Sinigaglia, primo campione del mondo in singolo nella storia del canottaggio.

Daniele è il testimonial ideale per qualsiasi istituzione o prodotto. Quando gareggia in tutta Italia e nel mondo non manca mai di esaltare i valori positivi dello sport. Le sue esultanze dopo gli ori mondiali resteranno nella storia del canottaggio italiano e internazionale.

Quando è a casa, Daniele, oltre alla famiglia e allo sport, si dedica alla formazione. Da anni gira le scuole del territorio lariano per portare la sua lezione di vita e di canottaggio. Grazie alla sua opera promozionale sul Lago di Como si è formata oggi una generazione di giovani e promettenti canottieri.

Favorito da un carattere socievole e da una particolare disponibilità all’amicizia, trova spesso amici tra gli atleti e compagni d’avventura. La sua disponibilità e facilità al dialogo lo rendono immediatamente simpatico al pubblico anche quando partecipa ad eventi extrasportivi. Giornalisti e commentatori tv lo cercano per la sua capacità di comunicare in modo mai banale e la sua competenza tecnica e tattica dettata da quasi 25 anni di canottaggio. Daniele è anche allenatore di secondo  grado di qualifica federale, è stato Consigliere della Federcanottaggio Italiana e lo scorso anno ha frequentato con successo un Master in Gestione e Managament dello Sport all’Università Bicocca di Milano tenuto dal professor Franco Ascani.

Non si contano i riconoscimenti ufficiali ricevuti da Daniele Gilardoni nella sua lunga e fulgida carriera.

Il traguardo importante per un campione è però sempre il prossimo. È anche per questo che Daniele Gilardoni dopo la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008 punta ora alla sua definitiva consacrazione a Londra 2012, quale coronamento di una storia incredibile, l’epopea di un campione a 360°.Con la sua nuova società la Canottieri Milano e la Navigli Lombardi e nato un nuovo progetto con il nome “dai Navigli a Londra” che proietta il Gila in una nuova avventura da protagonista e  alfiere di una grande e storica Societa del capoluogo lombardo.

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